sabato 31 dicembre 2016

Crostata al Cioccolato di Ernest Knam con o senza Bimby

Crostata al Cioccolato di Ernest Knam con o senza Bimby

Roma – Crostata al Cioccolato di Ernest Knam con o senza Bimby.

Salutiamo questo 2016 con l’amica Antonella Audino che ci propone una crostata goduriosa e cioccolatosa del grande Maestro Ernest Knam…

 

Direttamente dal girone dei golosi, ma quelli ostinati e reticenti, quelli il cui motto probabilmente è lo stesso di Ernest Knam “se in paradiso non c’è il cioccolato, io non ci voglio andare”… Ecco a voi…”voi”… che parola grossa … meglio dire ecco a noi… perchè mentre leggete io me la sono pappata la CROSTATA AL CIOCCOLATO del teutonico maitre chocolatier Ernest Knam, implacabile giudice di Bake Off .

Probabilmente bastano le foto per capire di che stiamo parlando… parliamo di una frolla cioccolatosa, di una morbida crema e ganache al fondente, parliamo del connubio di questi due elementi che si fondono insieme in un’unica perfetta armonia!
La ricetta è semplice, e nella semplicità la massima espressione della golosità…
la bella notizia? Nessun ingrediente è da “famolo strano”… Avete in casa burro, farina, uova e zucchero? Ops anche cacao e cioccolato fondente? Bene la potete fare senza impacci e senza indugi!!!
Io vi lascio la ricetta direttamente dal libro del Maestro Ernest Knam “L’arte del dolce”!

A proposito dimenticavo… si può fare anche con il Bimby come ho fatto io!

Tempo di realizzazione.
 5 ore.

Difficoltà.
Media.

Ingredienti per stampo da 22 cm
280 g Farina 00.
150 g zucchero.
150 g burro freddo a pezzettini.
25 g cacao amaro.
1 uovo intero.
6 g lievito pan degli angeli.
1 pizzico di sale.
1 cucchiaino Estratto di vaniglia.
Per la crema.
250 g Latte intero.
2 Tuorli.
40 g zucchero.
15 g farina.
5 g fecola.
1 cucchiaino Estratto di vaniglia.
Ganache al cioccolato.
190 g cioccolato fondente.
125 g panna fresca per dolci.

Procedimento.

Con il bimby.

Per la frolla.
Mettere tutti gli ingredienti nel boccale, amalgamare: 30 sec, vel. 5.
Prendere il composto ottenuto e lavorarlo brevemente dandogli la forma di un panetto.
Coprire con la pellicola trasparente e riporre in frigo per almeno 4 ore.
Per la crema pasticciera.
Unire tutti gli ingredienti nel boccale pulito e cuocere: 7 min, 90°, vel. 4.
Mettere da parte in un contenitore preferibilmente di vetro, coprire a contatto con la pellicola trasparente in modo che non si formi quell’antipatica pellicina e lasciar raffreddare completamente.
Per la ganache al cioccolato.
Mettere la panna fresca nel boccale pulito e cuocere: 5 min., 80°, vel. 2.
Aggiungere il cioccolato fondente già tritato, mescolare: 1 min., vel. 3 e mettere da parte a raffreddare.
Una volta raffreddate le due creme unirle insieme.
In teglia.
Prendere il panetto di pasta frolla dal frigo, stenderne una parte in una sfoglia spessa circa 1 cm e foderare la teglia rivestita di carta forno (o imburrata e infarinata).
Bucherellarla in fondo con i rebbi di una forchetta e versare al suo interno la crema di cioccolato.
Con la parte di pasta rimnente fare delle strisce e decorare la superficie della crostata incrociandole.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C statico per 40 minuti circa.
Lasciar raffreddare completamente prima di sformarla dallo stampo.
Preparata almeno con mezza giornata di anticipo è più buona.
Conservare in frigo nei giorni successivi.

In planetaria.

Per la frolla.
Iniziare ad impastare per prima cosa il burro tagliato a pezzetti, lo zucchero la vaniglia. Unire poi l’uovo e un pizzico di sale e, quando il composto sarà omogeneo, aggiungere il lievito e la farina setacciata con il cacao.
A questo punto si avrà un composto omogeneo e piuttosto compatto: formare un panetto da avvolgere nella pellicola e metterlo in frigorifero a riposare per almeno 2 ore, ma si può preparare anche il giorno prima.
Per la crema.
Versare il latte insieme alla stecca di vaniglia in un tegame antiaderente e riscaldare sul fuoco a fiamma bassa. In una ciotola a parte sbattere, con una frusta elettrica, i tuorli con lo zucchero in modo da ottenere una crema bella gonfia, quindi unire la farina e la fecola continuando a mescolare, e infine il latte caldo a filo.
Mescolare bene e unire tutto nel tegame con il latte, portare ad ebollizione continuando a mescolare con una frusta a mano e, non appena si sarà addensata, togliere dal fuoco e mettre a raffreddare in una ciotola di vetro con pellicola a contatto.
Per la ganache.
Versare la panna in un tegame antiaderente e portarla ad ebollizione, spegnere subito il fuoco e aggiungere il cioccolato tagliato a piccoli pezzi. Mescolare velocemente fino a quando non si sarà sciolto ed amalgamato per bene tutto, quindi lasciare intiepidire e versare la ganache nella crema pasticcera, incorporandola delicatamente.
In teglia.
Prendere il panetto di pasta frolla dal frigo, stenderne una parte in una sfoglia spessa circa 1 cm e foderare la teglia rivestita di carta forno (o imburrata e infarinata).
Bucherellarla in fondo con i rebbi di una forchetta e versare al suo interno la crema di cioccolato.
Con la parte di pasta rimnente fare delle strisce e decorare la superficie della crostata incrociandole.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C statico per 40 minuti circa.
Lasciar raffreddare completamente prima di sformarla dallo stampo.
Preparata almeno con mezza giornata di anticipo è più buona.
Conservare in frigo nei giorni successivi.

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In collaborazione con il Gruppo Facebook  “Quelli che non solo dolci”

Per saperne di più sul gruppo “Quelli che non solo dolci” clicca qui.

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Chi è Antonella Audino.

Sono semplicemente un’appassionata di cucina da sempre, sin da bambina, ma solo in questi ultimi anni ho potuto ampliare i miei orizzonti seguendo dei corsi e applicandomi in piccoli studi, perché non può essere sempre passione e basta, e  arriva la voglia e la curiosità di conoscenza.
Sempre da dilettante, in cucina per la famiglia e gli amici, mi piace sorprendere con ricette nuove e belle presentazione dei piatti.
Una piccola soddisfazione per me è anche l’apprezzamento di qualche mio elaborato sul gruppo “Quelli che non solo i dolci” ed in altri, ma senza competizione, giusto per partecipare e condividere belle esperienze, in quello che è il mio hobby e prende parecchio del mio tempo.
Tempo che mi piace trovare tra mille impegni, non ultimo quello di nonna… Infatti nella mia cucina ci scappa anche qualche bel biberon… E che soddisfazione!!!

Potete trovare Antonella nel suo blog Dolci Merende & Dintorni.

Altre ricette di Antonella su Ladyblitz:

Cornetti Otto Veli, per una colazione soffice soffice
Maritozzi Romani alla Crema
Castagnole alla Ricotta
Torta Amore alle fragoline di bosco
Piccoli Crumble ai Frutti Rossi
Torta delle Rose con Marmellata di Arance
Focaccia Pugliese ai pomodorini
Focaccine alle Cipolle Caramellate
I “Fiocchi di Neve di Poppella”
Sofficini Prosciutto e Mozzarella
Straccetti di Pollo con Funghi e Pomodorini
Fisarmonica Salata Ripiena
Panzerotti Pugliesi… Irresistibilmente buoni
Cestini di Pane con Grano Arso
Insalata di Farro Estiva
Involtini di Pesce Spada
Maionese Pastorizzata con o senza Bimby
Orecchiette, Pomodorini e Zucchine Fritte
Crostata di Fichi con o senza Bimby
Minestra Tiepida Superlight
Frittelle del Luna Park con e senza Bimby
Panini al Latte Sofficissimi
Torta di Rose gusto Pizza con e senza il Bimby
Focaccia alla Genovese

Antonella Audino

Antonella Audino

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Crostata al Coccolato di Ernest Knam con o senza Bimby

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Cinque libri sul basket per appassionati e neofiti

Ecco cinque libri sul basket che vale la pena leggere: vota il tuo preferito e poi leggi l'articolo per scoprirne le caratteristiche.

 
Non è facile scrivere di sport. Soprattutto in un libro. Le partite e le gare siamo abituati a vederle in diretta, a soffrire nell’istante, e poi al massimo a riviverle la mattina dopo, leggendone la cronaca sul giornale. Ma durano un attimo, perché nel weekend successivo (e a volte anche prima) c’è già un’altra gara, c’è già un’altra sfida che è pronta a catalizzare la nostra attenzione.

Quei temerari giornalisti sportivi che hanno tentato di avventurarsi nella scrittura di un libro hanno dovuto quindi fare i conti col rischio che il frutto delle loro fatiche pagasse dazio per la velocità a cui è ormai abituato l’appassionato. Una velocità che ammette deroghe solo in circostanze molto particolari, che bisogna in un certo senso meritare. Per questo un libro dedicato a uno sport è un terno al lotto: richiede un grande talento, ma anche la capacità di cogliere la storia giusta, di inquadrare il fenomeno destinato a durare. E un pizzico di fortuna.

Il basket europeo e quello NBA

Se, tra tutti i libri di questo genere, ci orientiamo verso quelli dedicati al basket, il discorso si fa forse ancora più complesso. Perché la pallacanestro, in Italia e in Europa, vive in una sorta di doppio binario. Da un lato ci sono i campionati nazionali e le coppe europee, che il vero appassionato segue col vigore del tifoso, sperando che le squadre italiane possano tornare ai fasti di un tempo. Dall’altro c’è l’NBA e più in generale il basket americano, che rappresentano un altro pianeta.

Il confronto tra la pallacanestro USA e quella nostrana è simile a quello che si può fare per il cinema: da una parte Hollywood, coi suoi divi e le sue storie che ci tengono incollati allo schermo, e dall’altro la produzione italiana, che ha una grande tradizione alle spalle e di tanto in tanto ancora oggi riesce a tirare fuori dal cilindro qualcosa di veramente interessante, ma a cui manca la continuità.


Leggi anche: Cinque memorabili film sul basket

Il mercato dei libri ha cercato, nel tempo, di dedicarsi ad entrambi questi mondi, anche se è innegabile che il panorama americano abbia più fascino e attiri, spesso, le penne migliori. Se non avete mai letto niente di tutto questo o le vostre letture sono state finora poco organizzate, e volete però avvicinarvi ai classici del genere, vi proponiamo una lista di cinque libri sul basket secondo noi particolarmente importanti.

Tutti riguardano l’NBA, perché da lì bisogna partire. Quattro sono scritti da americani, uno da un italiano. In futuro, magari, dedicheremo un altro articolo del genere ai libri dedicati agli eroi e alle squadre del nostro campionato. Intanto, per il momento, cominciamo però da qui.

 

Larry Bird e Magic Johnson – Il basket eravamo noi

Un viaggio nella più grande rivalità degli anni ’80

Il basket eravamo noi, uno dei più interessanti libri di memorie di questo sportCominciamo il nostro percorso da un libro di memorie firmato da Larry Bird e Magic Johnson, due dei migliori giocatori che abbiano mai calcato un parquet. In verità, loro sono solo i testimoni di un’epoca passata, ma a mettere nero su bianco i loro ricordi è stata Jackie MacMullan, giornalista di ESPN e del Boston Globe. Lei fu scelta dalle due ex stelle perché aveva già aiutato Bird nello scrivere la sua autobiografia – Bird Watching, uscita nel 1999 – e poi si era dedicata con successo anche alla storia di Geno Auriemma.

Il libro è un resoconto del lunghissimo e interminabile duello tra le due stelle che hanno segnato l’NBA degli anni ’80. Da una parte Earvin Johnson detto Magic, il playmaker più alto della storia della lega, capace di vincere 5 titoli NBA con i suoi Los Angeles Lakers tra il 1980 e il 1988, 3 titoli di MVP, altrettanti di MVP delle finali e un titolo NCAA.

8 titoli su 9 disponibili

Dall’altra c’è Larry Bird, ex ala dei Boston Celtics, anch’egli eletto tre volte MVP della regular season (più due volte delle finali), vincitore tre volte del campionato NBA e vincitore ancora una volta in tre occasioni della gara del tiro da tre punti durante l’All-Star Weekend. I due si sfidarono innumerevoli volte, dividendosi 8 dei 9 titoli assegnati tra il 1980 e il 1988, dando vita a una delle rivalità più belle della storia dello sport.

In realtà, però, dietro all’antagonismo sul campo da basket c’erano una profonda stima e una grande amicizia. Il libro ripercorre proprio questi retroscena, facendoci respirare l’aria di un mondo ormai passato ma che sta alla base di quello odierno. Un mondo in cui i Lakers erano una squadra spettacolare di neri allenati da un bianco e i Celtics erano una squadra morigerata di bianchi allenati da un nero. E ad impreziosire il tutto c’è pure una interessante introduzione di Flavio Tranquillo, la voce principale dell’NBA in Italia.

 

Roland Lazenby – Michael Jordan, la vita

La monumentale biografia di MJ

Michael Jordan - La vita, libro che ripercorre le gesta di una delle più grandi leggende del basket modernoSe Larry Bird e Magic Johnson sono stati la faccia dell’NBA negli anni ’80, Michael Jordan lo è stato sicuramente degli anni ’90. Proprio Il basket eravamo noi, di cui abbiamo appena parlato, presenta anzi una scena molto significativa, che può essere letta come una sorta di passaggio di consegne tra i due campioni ormai in declino e il nuovo astro nascente. È ambientata a Barcellona, durante i giorni delle Olimpiadi in cui il Dream Team mise il proprio marchio indelebile sul mondo.

In quella fase, in realtà, Michael Jordan non era poi così giovane, ma già un campione arrivato, che aveva forse raccolto ancora poco in rapporto a quelle che erano le sue potenzialità. Come saprete, la parabola cestistica di Jordan cominciò a North Carolina, dove nel 1982 vinse il titolo NCAA. Poi l’arrivo in NBA due anni più tardi e le enormi capacità che però non riuscivano a portare la squadra a traguardi importanti, visto che sulla sua strada si ponevano prima i Boston Celtics e poi i Detroit Pistons. Almeno fino all’esplosione degli anni ’90.

700 pagine

La vita di Michael Jordan è stata tutto questo e molto di più. È una vita che ancora oggi viene letta, studiata, additata ad esempio. E quindi per raccontarla serve tempo, impegno, dedizione. Anche perché Michael non è certo un personaggio facile da gestire, con la sua competitività non ancora placata, i suoi sogni e la sua forza. Ci ha provato il giornalista americano Roland Lazenby con un’opera monumentale, che supera le 700 pagine.

D’altronde, un personaggio come Jordan non meritava niente di meno. E Lazenby, tifoso appassionato dei Chicago Bulls che furono trascinati sull’altare da quello che sarebbe divenuto una leggenda, lo racconta con ammirazione ma anche onestà. Non mancano infatti le descrizioni degli eccessi della stella, dall’adrenalina incapace di scivolare via al rapporto coi compagni di squadra. Nella carriera del giornalista, d’altro canto, ci sono biografie di altri personaggi “scomodi” come Kobe Bryant e Phil Jackson, di cui parleremo fra l’altro tra poco.

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Jack McCallum – Dream Team

Nello spogliatoio di Barcellona

Dream Team, racconto del Team USA alle Olimpiadi del 1992Rimaniamo per un attimo sui leggendari giocatori che abbiamo presentato finora. Come abbiamo scritto, Larry Bird, Magic Johnson e Michael Jordan non si incontrarono solo sul campo da basket o nei vari All-Star Game, ma condivisero un’esperienza di squadra, assieme ad altri grandi campioni della loro epoca. Nel 1992, infatti, per la prima volta la rappresentativa americana alle Olimpiadi non fu formata da universitari ma da professionisti dell’NBA. E a Barcellona andarono alcuni dei migliori giocatori di ogni epoca.

I 12 convocati erano atleti da far tremare i polsi a qualsiasi avversario. Oltre ai già citati, c’erano Charles Barkley, Clyde Drexler, Patrick Ewing, Karl Malone, John Stockton, Chris Mullin, Scottie Pippen, David Robinson e – unico universitario – Christian Laettner. La squadra si sbarazzò molto facilmente di tutte le formazioni che si posero sulla sua strada, conquistando l’oro in finale contro la Croazia.


Leggi anche: Cinque fondamentali regole del basket spiegate ai neofiti

Ma le imprese sul campo contarono fino a un certo punto. Mai fino ad allora un così gran numero di campioni aveva condiviso uno spogliatoio, un albergo, una quindicina di giorni assieme. E Jack McCallum, storico giornalista di Sports Illustrated, era lì con loro, ad annotare tutto sul suo taccuino. Dream Team è il racconto di quell’esperienza, con tantissimi retroscena che ci permettono di capire un po’ meglio la personalità di quei campioni e i meccanismi dello sport professionistico di altissimo livello.

Tra l’altro, McCallum è autore anche di Seven Seconds or Less, libro sui Phoenix Suns di Steve Nash e Mike D’Antoni che è un classico per comprendere i meccanismi della pallacanestro contemporanea. Introvabile in italiano, si può comunque leggerlo in inglese, vista la chiarezza della prosa di McCallum e la notorietà di parecchi dei termini tecnici, passati anche in italiano grazie alle trasmissioni televisive.

 

Federico Buffa – Black Jesus

Il basket USA raccontato da un italiano

Black Jesus, raccolta di scritti sul basket firmata da Federico BuffaFinora abbiamo presentato libri scritti da giornalisti americani e fortemente virati sulla vita di grandi atleti, campioni che hanno fatto la storia di questo sport. Ma il bello dell’NBA e del basket americano in generale è che si tratta di un mondo che trasuda storie da ogni poro. E che è interessante non solo conoscere la vita del grande campione, ma anche del giocatore di medio livello, che ha fatto mille sacrifici anche solo per riuscire a giocare qualche minuto sul palcoscenico che conta.

Anche queste storie, in America, vengono raccontate nei libri, ma raramente riescono a superare i confini nazionali e ad essere tradotte all’estero, perché la mancanza di un nome di richiamo allontana i possibili editori. Per fortuna in Italia ha posto in qualche modo rimedio alla questione un giornalista che può usare il proprio, come nome di richiamo: Federico Buffa.

Un narratore anche televisivo

A lungo telecronista di Sky, ha formato per anni una coppia magica con Flavio Tranquillo, che ancora oggi è la principale voce della TV satellitare. Buffa ha invece messo da parte il mondo del basket, negli ultimi anni, per dedicarsi allo sport a tutto tondo, creando spettacoli e speciali televisivi dedicati ai grandi eventi o ai grandi personaggi che hanno caratterizzato la storia del ‘900. Con uno stile invidiabile, ci ha raccontato dei Mondiali di calcio e di Muhammad Ali, appassionando anche chi dello sport normalmente non si interessa.

Ma le capacità che sta mostrando a sempre più grandi platee, Federico Buffa se le è formate scrivendo e raccontando di basket. Black Jesus è un’antologia di scritti che raccoglie una decina d’anni di aneddoti, storie, approfondimenti, in cui l’Avvocato – come è soprannominato, per via dei suoi studi – riversa tutta la sua conoscenza della pallacanestro americana. Un libro agile, che si legge in fretta, ma tutto da gustare.

 

Phil Jackson – Eleven Rings

Riflettori sull’allenatore più vincente degli ultimi decenni

Eleven Rings, il libro di Phil Jackson sui suoi successiCome abbiamo appena scritto, il basket non è fatto solo di grandi campioni. È fatto anche di allenatori, su cui di solito i riflettori non si soffermano più di tanto. Eppure qualcuno che merita attenzione, per un motivo o per l’altro, c’è. Uno di questi è Phil Jackson, uno dei coach più vincenti di sempre nello sport professionistico americano e allo stesso tempo personaggio ambiguo, carismatico ma anche strano, che ha più volte sorpreso i giornalisti e gli appassionati.

La sua filosofia di gioco e di vita, i retroscena delle sue imprese e alcuni gustosi aneddoti sui grandi giocatori che ha allenato sono raccontati in Eleven Rings, libro che nonostante il titolo in inglese è disponibile anche in italiano, edito da Libreria dello Sport. Un titolo che si è voluto tenere in lingua originale forse per rimarcare ancora di più la portata di quel curriculum: perché Jackson ha vinto effettivamente 11 titoli NBA da allenatore (a cui se ne dovrebbero aggiungere 2 da giocatore), 6 con i Chicago Bulls e 5 con i Los Angeles Lakers.

Il gestore di personalità

La storia di quei successi è in parte cosa nota, ma è un’impresa che meriterebbe di essere studiata all’interno delle università. Come racconta nel libro con l’aiuto di Hugh Delehanty, Jackson ha infatti non solo saputo mettere in campo i suoi giocatori e fornirli di schemi e soluzioni sia in attacco che in difesa, ma ha saputo prima di tutto riuscire a farli giocare come una squadra. Il segreto del suo successo è stata infatti la capacità di gestire personalità ingombranti come quelle di Michael Jordan, Kobe Bryant o Shaquille O’Neal.

Non è la prima volta che Jackson prova a tramandare ai posteri le proprie convinzioni. Negli anni scorsi erano infatti usciti anche in Italia Basket & zen e Più di un gioco. Sono passati però parecchi anni da allora, e Eleven Rings ci permette di fare il punto sul “secondo Jackson”, passato attraverso la piena maturazione di Kobe e le ulteriori esperienze della sua vita. Una lettura interessante.

 

Segnala altri libri sul basket per appassionati e neofiti nei commenti.

Il post Cinque libri sul basket per appassionati e neofiti è apparso su Cinque cose belle.



Fonte: https://www.cinquecosebelle.it/cinque-libri-sul-basket-per-appassionati-e-neofiti/

puroBIO, i nuovi pennelli che regalano un risultato professionale in poche mosse

puroBIO non smette di sorprenderci con i suoi prodotti originali e di ottima qualità. Oggi vi parlo di 3 nuovi pennelli professionali dotati di setole sintetiche Dermocura: si tratta di fibre estremamente simili a quelle naturali, resistenti ma gentili sulla pelle.

L’ultima linea del brand è dedicata al viso e agli occhi e conta un pennello da fondotinta e due da ombretto. In generale, però, si tratta di pennelli versatili che possono essere sfruttati in diverse zone del viso.

pennelli

Il manico riprende quello degli altri pennelli puroBIO, con impugnatura nera opaca dotata di serigrafia bianca e attaccatura delle setole dorata. La lunghezza, la “consistenza” e il materiale garantiscono un’ottima presa e manegevolezza.

puroBIO Pennello n. 10 BB Cream Sculpting Tapered

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Il pennello per il viso non ha la classica forma trapezoidale: ricorda più i pennelli penna che solitamente si usano per l’applicazione mirata degli ombretti. La stesura dei prodotti fluidi non è delle più veloci a causa delle dimensioni della punta, ma l’ho trovato interessante per raggiungere zone “ostiche” del viso come i contorni del naso e il contorno occhi. Lo sfrutto con soddisfazione con il correttore poiché garantisce un’elevata coprenza e omogeneità grazie alla compattezza delle setole, che rimangono comunque soffici e delicate.

Prezzo: 15,69 €

LEGGI ANCHE: puroBIO Sublime Correttore Fluido, la review

puroBIO Pennello n. 09 Rounded Angled

pennelli

Il più interessante dei tre è forse questo pennello angolato da sfumatura. Una volta portato il colore nella piega dell’occhio con un pennello di precisione, lo si può facilmente sfumare e contemporaneamente dargli la forma desiderata. Le polveri non si disperdono ma conservano la loro intensità, mescolandosi insieme senza lasciare stacchi. Il Rounded Angled è adatto anche a lavorare i prodotti in crema, e anche questo pennello risulta perfetto per stendere il correttore ricoprendo con precisione la zona delle occhiaie. Le setole sono morbide e non irritano la zona degli occhi.

Prezzo: 10,99 €

puroBIO Pennello n. 08 Sfumino Morbido Fiamma

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L’ultimo è il più classico, consente un lavoro di precisione con gli ombretti compatti e minerali. Lo utilizzo per intensificare la piega dell’occhio con colori scuri, nell’angolo interno dell’occhio per illuminare e aprire lo sguardo e sotto la rima inferiore per sfumare la matita e/o l’ombretto precedentemente applicato per contornare l’occhio. Come il Rounded Angled garantisce un‘ottima e rapida sfumatura.

Prezzo: 10,99 €

Se capitate in una bioprofumeria che rivende puroBIO vi consiglio caldamente di andare a provarli!

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Fonte: http://www.makeupworld.it/2016/12/31/purobio-nuovi-pennelli/

Chirurgia plastica ed estetica: ecco alcuni dati

Le indagini condotte nel 2014 dall’Aicpe (l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica)chirurgia plastica per studiare l’andamento della chirurgia e medicina estetica in Italia sembrano proprio dimostrare come il trend degli interventi sia in continua crescita.
I numeri che vengono riportati di seguito si devono considerare comunque sottostimati rispetto al reale andamento, in quanto si riferiscono ad un campione analizzato che non comprende realmente tutta la popolazione italiana.
Dalle indagini è emerso come nel 2014 in Italia siano stati eseguiti più di un milione di interventi di chirurgia e medicina estetica. Di questi, il 76% è rappresentato da interventi non chirurgici, quindi di medicina estetica, mentre il 24% da interventi di chirurgia plastica.
Come dicevamo, il trend è risultato essere in aumento rispetto agli anni precedenti.
La tecnica chirurgica che da molti anni conserva il primato è la liposuzione, è l’intervento più richiesto e consiste nella rimozione, asportazione di cellule adipose, di grasso in eccesso, localizzati in diverse parti del corpo, come addome, glutei, cosce, polpacci, fianchi. Ma viene richiesta sopratutto dalle donne per risolvere il problema della cellulite.
A seguire poi ci sono la mastoplastica additiva, la blefaroplastica, il ringiovanimento dello sguardo, il trapianto di grasso autologo e la rinoplastica.
La mastoplastica additiva è un intervento praticato dalle donne che vogliono aumentare il volume del proprio seno, mentre la rinoplastica permette di rimodellare il naso, modificandone la forma e le dimensioni.
Tra gli interventi di medicina estetica invece al primo posto è risultato esserci la tossina botulinica, seguita poi dall’acido ialuronico, l’idrossiapatite di calcio, un filler di lunga durata, il peeling chimico e la laser depilazione.
Dall’indagine poi è emerso come il 14% degli interventi di chirurgia plastica fosse stato effettuato su un pubblico maschile.
Gli interventi più richiesti sono stati la liposuzione, la blefaroplastica e la rinoplastica.
La blefaroplastica è un intervento di chirurgia che consente di ringiovanire il viso in quanto permette di correggere alcuni difetti come palpebre superiori cadenti e borse di grasso attraverso la rimozione di grasso in eccesso e donando quindi al viso un aspetto più fresco e giovane.

Dati simili si sono riscontrati anche in uno studio effettuato alla fine del 2015 nel Regno Unito dalla British Association of Aesthetic Plastic Surgeons.
Nel 2015, l’intervento più richiesto dalle donne inglesi è stato la mastoplastica additiva, seguita poi dalla liposuzione e la blefaroplastica.
Ma dallo studio inglese è emerso anche come il numero di uomini che richiede interventi di chirurgia sia in continuo aumento.
Nel 2015 rappresentano solo il 9% del totale, ma è una percentuale che negli anni continua a crescere.
Tra gli interventi più richiesti dagli uomini sono stati registrati la liposuzione, la blefaroplastica, il lifting di viso e collo, la rinoplastica. Anche la ginecomastia è un intervento molto richiesto.
Non se ne parla molto, ma è un problema molto diffuso. Questo intervento consiste nella riduzione del seno maschile.
Le cause che portano ad un aumento del volume delle mammelle maschili sono molte, le più diffuse sono un’anomalia della ghiandola mammaria, obesità, disturbi ormonali.



Fonte: http://salute-bellezza.mg-freewebsite.net/chirurgia-plastica-e-medicina-estetica/chirurgia-plastica-ed-estetica-ecco-alcuni-dati/

Londra in Bici

Siete già stati a Londra? Quante volte? Non avete avuto anche voi l’impressione di scoprire a ogni soggiorno una città diversa? Questo perché la capitale del Regno Unito ha mille facce: c’è la città della storia, quella dell’arte, dei monumenti, delle tradizioni, delle innovazioni, la Londra multietnica, quella del business, quella delle mode giovanili… Impossibile elencarle tutte! E se molteplici sono gli itinerari che si possono organizzare nella metropoli, diverse sono anche le modalità di affrontarli. Una davvero interessante ce la suggerisce Expedia, che ci propone quattro percorsi turistici per esplorare Londra in bicicletta.

londra in bici 2

Il cicloturismo è un modo salutare ed ecologico di viaggiare, e in questi ultimi anni sta prendendo sempre più piede grazie a un’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente in costante crescita. A Londra, poi, le più recenti amministrazioni hanno aumentato e rinnovato le piste ciclabili, oltre ad aver reso più capillare il servizio di bike sharing. Potrete scegliere se pagare il servizio con carta di credito o usufruire di un codice che per 24 ore vi darà libero accesso a tutte le numerosissime stazioni disseminate per la città. Potrete richiedere il codice anche scaricando un’app, e vi garantisco che il costo del bike sharing (specie se paragonato a quello degli altri mezzi di trasporto pubblico londinese) è veramente contenuto.

londra in bici

Ma veniamo ai quattro itinerari.

Il primo, affascinante e romantico, prevede un tour serale lungo il Tamigi: partendo dal Tower Bridge si passa sotto la Tower of London e la Cattedrale anglicana di Saint Paul, per arrivare al Globe Theatre e al London Eye.

Il secondo percorso vi metterà i brividi: si tratta di un tour sulle orme di Jack lo Squartatore, nei luoghi in cui l’assassino seriale ha vissuto e ucciso. Scoprirete l’ambiente portuale attraversando il Gabriel’s Wharf sino ai Saint Katherine’s Docks, soffermandovi magari ad Aldgate, dove Jack era solito colpire.

Di tutt’altro tenore il terzo itinerario, che vi terrà impegnati per un’intera giornata: la prima tappa sarà Richmond Park, dopo di che potrete prendere un battello e approdare a Twickenham. Qui, per premiarvi dopo i tanti chilometri percorsi pedalando, non vi resterà che scegliere il pub che più vi ispira e rifocillarvi con una pinta di birra.

Infine, il quarto e più classico percorso vi farà conoscere il cuore della città, in un itinerario che potrebbe iniziare da Victoria Station, passare per Buckingham Palace e concludersi a Trafalgar Square.

Tutti in sella, si parte per le strade di Londra!



Fonte: http://blogdiviaggi.com/blog/2016/12/27/londra-in-bici/

Sleek chic NYE outfit (Una fashion blogger sotto l’albero)

My sleek chic NYE outfit feat a sexy LBD. Un outfit per Capodanno classico e sexy. Una fashion blogger sotto l’albero.

Sleek chic New Year’s Eve outfit

For my last outfit of the year I went sleek chic, with the classic elegance of a LBD. A little black dress is a timeless staple every lady should have in her wardrobe. Well, maybe she should own a couple, one for the day and one for the night. Although there are many versatile LBD which can be switched from day to night. My sleek chic LBD is embellished with a bejewelled neck and with a layer of black chiffon. I added some vavavavoom with glitter tights and sparkly party shoes. After all, it’s New Year’s Eve babes!

And here comes to an end my mini-column A fashion blogger under the Christmas tree. I hope you enjoyed my other holiday outfit ideas: an elegant slip dress outfit, a folk look with fringes and glitter, a blush pink chiffon dress. And again something red for NYE.

Thank you so much for taking the time to stop by and read my fashion musings. I know you are there even though you don’t leave comments, and your presence means the world to me. It’s like having thousands of lovely friends who care for what I have to say. And I wish you all the best for the new year, with all my heart. You will find me here, your fashion blogger friend, or simply a friend who never stops talking of fashion and beauty. Loves and loves!

Outfit per capodanno Sleek chic

Buongiorno amori, per il mio ultimo outfit dell’anno ho scelto un look sleek chic. Ovvero, la classica eleganza di un abitino nero. Il little black dress è un capo senza tempo che ogni donna dovrebbe avere nel suo guardaroba. O meglio, dovrebbe possederne un paio, uno da giorno e uno da sera. Anche se esistono molti LBD così versatili da essere indossati – con i giusti accessori, sia di giorno che di sera! Torniamo al mio abitino sleek chic, decorato con cristalli sul collo e con uno strato di sensuale chiffon. Per risplendere nell’ultima notte dell’anno, ho scelto collant glitter e sandali gioiello.

Questo è il mio ultimo outfit della mini-serie Una Fashion Blogger sotto l’albero. Spero che vi siano piaciuti gli altri look festivi che vi ho proposto: un look elegante con uno slip dress, uno folk glam con frange e glitter, un abito romantico color rosa cipria, e qualcosa di rosso per Capodanno.

È giunto il momento dei ringraziamenti! Vi ringrazio di cuore per ogni volta che siete passate a leggere. So che ci siete anche se non commentate, e la vostra presenza per me è molto importante. È come avere migliaia di amiche che vogliono ascoltare ciò che ho da dire. Con tutto il cuore vi auguro un meraviglioso inizio del nuovo anno. Io sarò sempre qui, se vorrete una fashion blogger per amica, o solo un’amica chiacchierona che parla di moda e bellezza! Un abbraccio!

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Gloria Guida e il marito Johnny Dorelli, FOTO età, figli FOTO

Gloria Guida e il marito Johnny Dorelli, FOTO età, figli FOTO

Gloria Guida (età 61 anni, altezza 1,70 m) è la bellissima moglie del cantante e attore Johnny Dorelli, 79 anni. Gloria Guida è ospite del programma Music Quiz, condotto da Amadeus, in onda questa sera su Raiuno. Attrice cinematografica, showgirl ed ex cantante italiana, Gloria Guida è tra le principali interpreti delle commedie sexy all’italiana degli anni settanta. Nata a Merano il 19 novembre 1955, la sua famiglia si trasferì a Casalecchio di Reno, dove ha iniziato a intraprendere la carriera artistica come cantante, in un locale della Riviera romagnola gestito dal padre. A consacrarla a cinema è La liceale, film che avrà alcuni sequel sempre ambientati in una scuola di provincia dove lei è alle prese con le avances di professori, preside e compagni di classe.

Per quel che riguarda la sua vita privata, Gloria Guida è sposata con Johnny Dorelli. “L’ho conosciuto il 5 novembre 1979, e non è stato colpo di fulmine. Col tempo, però, ero sempre più attratta da quest’uomo che, pur appartenendo al mondo dello spettacolo, ne era come estraneo. Un uomo pieno di classe, di talento, ha detto l’attrice). Da lui ha avuto la figlia Guendalina. Altri due figli da altre relazioni per lui: da Lauretta Masiero, Gianluca; dalla prima moglie Catherine Spaak, Gabriele. Tutti nomi con la G.

In un’intervista rilasciata nel 1976 e riportata da Manlio Gomarasca e Davide Pulici nel libro 99 Donne, Gloria Guida ha parlato del suo essere un’icona di sensualità, capace di far sognare milioni di italiani:

“Certo, mi spoglio, ma quasi mai sono stata vista nuda nell’atto dell’amplesso. Mi si vede attraverso il buco della serratura, sotto la doccia, in bagno. Non è colpa mia se anche nel cinema ci sono i guardoni. Il filone sexy di bassa lega non piace neppure a me. I miei film hanno un significato anche nelle scene che vengono incriminate o giudicate malamente”.

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  • Gloria Guida e Johnny Dorelli, matrimonio, età, figli FOTO
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