Un outfit moda con stivaletti glitter sul vostro fashion blog del cuore. Fashion blogger outfit idea featuring blue glitter boots.
Stivaletti glitter outfit moda (Fashion Blogger Outfit Idea) – Italiano
Gli stivaletti glitter spopolano sul web. Tacco squadrato – midi o alto. Tondi o a punta, gli stivaletti più cool del momento sono ricoperti di glitter.
Stivaletti glitter – un accessorio trendy
Indossati da fashion influencer su Instagram e da IT girl negli scatti di street-style, non potevano mancare sul vostro fashion blog del cuore. Io che adoro la tendenza moda degli stivaletti glitter, amo ancor di più la versione metà glitter e metà pelle scamosciata della collezione #Staymercury. La mia amica fashion blogger Angela Pavese ha firmato la sua seconda capsule collection made in Italy da Vigevano Shoes e in vendita sul sito di shopping online Morablu. Fino alla fine del’anno Angela devolverà le royalties sulle vendite ai nostri connazionali terremotati. Questi stivaletti glitter sono disponibili in due colori: royal blue – la tonalità che ho scelto per colorare il mio inverno, e rosa nude, di una raffinatezza senza eguali.
Come indossare gli stivaletti glitter
Potete scegliere di indossare questi stivaletti fashion con un look monocromatico, o per dare brio ai soliti jeans. Oppure potete sbizzarrirvi in abbinamenti più fantasiosi, come ho fatto oggi per creare un outfit moda sbarazzino. Guardate come la mia amica Vale ha abbinato gli #Staymercury Blue Glitter sul suo fashion blog.
Fashion blogger outfit idea – Top fashion influencer del mio guardaroba
Ho seguito l’istinto e la creatività per creare un outfit divertente ed elegante. In questo periodo sono stata ossessionata dalle tendenze moda e mi sono sentita influenzata nella scelta di cosa indossare. Questa influenza è durata pochi giorni: il tempo di annoiarmi, di svuotare il mio guardaroba e mixare vecchio e nuovo per creare look diversi.
Mi sono innamorata di una felpa croppedcon applicazioni gioiello e pannello in eco-pelliccia. L’ho trovata perfetta da abbinare ad una gonna a ruota a vita alta, con una stampa colorata. I miei stivaletti glitter hanno voluto a tutti i costi dei calzini glitter sfiziosi invece delle solite collant. E una borsetta con fantasia geometricablack and white si è unita al party senza sentire ragioni. Essere la top fashion influencer del mio guardaroba mi dà sempre grande soddisfazione!
Glitter boots fashion trend and Fashion Blogger Outfit Idea – English
Glitter boots are all over the web. Square heels – midi or high. Round or pointy toe. The coolest ankle boots right now are covered with glitters.
Glitter boots – a trendy accessory
Donned by fashion infuencers on Instagram and by IT girls in street-style shots, they couldn’t be missing on this sparkling fashion blog. Or could they? As a lover of glitter boots fashion trend, I love even more this model half glitter and half suede from #StayMercury collection. My fashion blogger friend Angela Pavese signed her second capsule collection made in Italy by Vigevano Shoes, available on Morablu online shop. Until the end of the year Angela will donate her revenues on sales to help people hurt by the recent earthquakes. These glitter boots are available in two colors: royal blue – the color I picked to perk up my Winter, and blush pink, dainty and classy.
How to wear glitter boots
You can style these fashion boots with a monochrome look, or in contrast with distressed denim. Otherwise, you can get creative like I did today with an edgy girly outfit. Check out how my friend Vale styled her #Staymercury Blue Glitter on her fashion blog.
Fashion blogger outfit idea – Top fashion influencer of my own wardrobe
I followed my instinct to create a fun glam outfit. Lately I’ve been obsessed with fashion trends and I was sort of influenced when it came to what to wear. This influence was over in a couple of weeks lol. Right the time of getting bored, emptying my closet (literally), and mixing old items with newbies to create unique ensembles.
I fell in love with a cropped sweatshirt with bejewelled neck and faux-fur panel. I styled it with a high-waisted round skirt, embellished with a colourful print. My glitter boots called for fun glitter socks instead of tights. And a handbag with geometric black and white print joined the party. Being the top fashion influencer of my own wardrobe is super fun!
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Jennifer Lawrence, completo a pois firmato Dolce e Gabbana per la presentazione del film “Passengers” a Berlino. Si tratta del film del 2016 diretto da Morten Tyldum e scritto da Jon Spaihts in cui l’attrice recita insieme a Chris Pratt. per l’occasione JLaw ha indossato una gonna longuette a pois, abbinata a un top scollato della stessa fantasia. Un outfit vivace e sbarazzino, come molti altri scelti dalla diva di Hunger Games.
Jennifer Lawrence ha finalmente trovato la sua anima gemella. Si tratta del regista Darren Aronofsky, con il quale è stata fotografata in teneri atteggiamenti a New York. “È un visionario, è incredibile”, ha detto di lui la star del cinema. L’amore è sbocciato sul set: Jennifer Lawrence aveva da poco finito di girare un film diretto proprio da Aronofsky, 47 anni. Un dramma temporaneamente intitolato Mother, che vede nel cast anche da Javier Bardem e Michelle Pfeiffer. Darren è stato legato in passato a un altra grande attrice: Rachel Weisz (dalla quale ha avuto un figlio) dal 2001 al 2010. Dopo la fine della loro relazione, lei ha iniziato una storia con l’affascinante Daniel Craig, convolando con lui a nozze nel 2011.
Come riportato dal sito GingerGeneration, Jennifer Lawrence ha parlato del suo rapporto con i matrimoni (degli altri). Ha spiegato che non vuole più fare da damigella per le sue amiche:
“Tutte le mie amiche si stanno sposando o stanno avendo dei bambini. I matrimoni sono stupendi, ma non sarò più una damigella d’onore. C’è bisogno di un sindacato delle damigelle d’onore. Se qualcuno me le chiederà ancora, dirò ‘No. Quella parte della mia vita è finita. Grazie per avermelo chiesto’. Se mi dovessi sposare non penso che avrò damigelle. Come potrei fare questo alle mie amiche”. FOTO ANSA.
Ecco cinque tra le più famose canzoni blues: vota la tua preferita e poi leggi l'articolo per scoprirne tutte le caratteristiche.
La musica popolare, oggi, è diversificata in decine se non centinaia di generi. Già solo limitandosi al rock, se ne incontrano una miriade, alcuni celeberrimi e molto seguiti come il punk o l’hard rock, altri legati perlopiù al passato, come il beat o il glam, altri ancora figli di certi ambienti o di certe latitudini. Discorsi analoghi si potrebbero fare per il country, il folk, il jazz. Generi che si sono spesso mescolati tra loro, dando origine a interessanti contaminazioni.
L’influenza del blues
Se c’è un sound, però, che ha diramato i suoi semi su quasi tutta la musica contemporanea di lingua inglese questo è probabilmente il blues. Un genere che nasce nelle piantagioni del sud degli Stati Uniti all’epoca dello schiavismo e che nel corso del ‘900 si è nobilitato, passando alle sale d’incisione e insegnando il ritmo e la struttura delle canzoni ai giovani astri del rock’n’roll.
Oggi ascoltiamo R&B, musica soul, blues rock, country e tanti altri generi che al blues devono forse non tutto, ma comunque moltissimo, eppure ignoriamo spesso i pezzi più famosi di questo stile, le pietre miliari del genere. Cerchiamo di riscoprirli insieme, concentrandoci su quella manciata d’anni – indicativamente dal 1945 al 1960 – che hanno fatto la storia.
T-Bone Walker – Call It Stormy Monday (But Tuesday Is Just as Bad)
Alle radici del blues
Il blues, come detto, affonda le sue radici nella musica africana e nel folclore degli schiavi dell’Ottocento. È stato però solo a partire dalla Seconda guerra mondiale che ha cominciato ad uscire dalle comunità afroamericane e a diventare, in un certo senso, di dominio pubblico, conquistando la ribalta della scena musicale americana. Un pioniere in questo senso è stato sicuramente il chitarrista T-Bone Walker, il cui pezzo più celebre è Call It Stormy Monday (But Tuesday Is Just as Bad).
Il brano fu registrato nel 1947 e arrivò in classifica l’anno successivo, ispirando tutta una nuova generazione di bluesmen, che da quel momento in poi iniziarono a orientare i loro interessi verso la chitarra elettrica. Tra questi c’era anche un giovane B.B. King, il futuro re del genere, che di questa canzone si innamorò, incidendola poi qualche anno più tardi.
Stormy Monday è infatti uno degli standard blues più famosi, ed è stato eseguito da centinaia di artisti. Impostato sullo stile della West Coast, il brano ricevette nuova linfa all’inizio degli anni ’60, quando Blue Bland lo riarrangiò e lo riportò in classifica. Un’ultima grande rivisitazione è quella della Allman Brothers Band, che ne incise una versione live nello straordinario At Fillmore East.
Il brano oggi è inserito nelle Hall of Fame di diversi generi, proprio perché è stato ripreso e riarrangiato da musicisti tra loro diversissimi. Lo troviamo nella lista del meglio dei Grammy, del Rock and Roll e del Blues, oltre che nel registro musicale della Libreria del Congresso degli Stati Uniti.
John Lee Hooker – Boogie Chillen’
Il riff che ha ispirato molti chitarristi rock
Rimaniamo fermi agli anni ’40 con Boogie Chillen’, pezzo noto a volte anche come Boogie Chillun a seconda delle diverse grafie. Il suo autore è John Lee Hooker, che lo incise nel 1948 accompagnandosi solo con la chitarra elettrica e le percussioni. Il titolo sembra richiamare allo stile boogie, che si era imposto negli anni ’30 e ’40 grazie soprattutto al pianoforte, ma qui in realtà le influenze sono parecchie.
Il brano omaggia infatti tutta la tradizione blues, sia nelle liriche – che spesso citano apertamente alcuni classici del genere –, sia nella musica, che si rifà al country blues del Mississippi, cercando nel contempo di proporre uno stile nuovo, che sarebbe poi stato ribattezzato urban electric blues.
Il titolo risente di un certo autobiografismo che emerge qua e là nella canzone. Chillen’ è un tentativo di riprodurre per iscritto la particolare pronuncia di Hooker della parola children, e fa riferimento al ritmo che gli era stato insegnato da ragazzino dal suo patrigno, Will Moore.
Celebre, ad ogni modo, il riff di chitarra, che molti critici considerano la base da cui sarebbero partiti decine di chitarristi rock. Non a caso, non sono pochi i gruppi successivi che hanno voluto incidere questo brano blues, anche per segnalarlo come loro influenza. Tra i tanti meritano di essere citati i Canned Heat e gli ZZ Top (che la citarono apertamente nella canzone La Grange, cosa che portò anche ad alcune cause legali per lo sfruttamento dei diritti).
B.B. King – The Thrill Is Gone
Dal 1951 al 1969, con qualche modifica
E arriviamo finalmente a lui, a B.B. King, forse il bluesman più noto tra i non specialisti. Fan di T-Bone Walker, iniziò a incidere nel 1949, anche se il successo arrivò qualche anno più tardi. Forse il suo pezzo più famoso lo incise nel 1969: si trattava di The Thrill Is Gone, scritto addirittura nel 1951 da Roy Hawkins e Rick Darnell.
Alla sua uscita, nei primi anni ’50, la canzone si era ben comportata, piazzandosi nella classifica R&B e dando qualche mese di notorietà ai suoi autori, esponenti della scena del West Coast blues. King la riprese, modificandone l’impostazione e il tono. Vennero aggiunti degli archi, il ritmo venne rallentato e la tonalità spostata in Si minore.
Il risultato fu straordinario, perché King si aggiudicò un Grammy nel 1970 e una trentina d’anni più tardi la sua performance fu introdotta nella Hall of Fame dello stesso premio. Ma i riconoscimenti nel corso degli anni sono stati moltissimi: basti citare, tra tutti, il fatto che la rivista Rolling Stone abbia piazzato The Thrill Is Gone al posto numero 183 tra le 500 migliori canzoni di sempre.
Particolarmente significativo è sentirla dal vivo, perché King riusciva ogni volta a dare una diversa caratura all’esecuzione. Qui di seguito ne sentite una che vi permette di notare anche il trasporto emotivo del chitarrista del Mississippi, ma meritano di essere ascoltate anche le versioni contenute in Live in Cook County Jail e Live at San Quentin.
Muddy Waters – Hoochie Coochie Man
Il botta e risposta che lascia il segno
Chiudiamo la nostra lista con due brani usciti a pochissima distanza l’uno dall’altro ed entrambi firmati dallo stesso autore. Stiamo parlando di Hoochie Coochie Man e Mannish Boy, eseguiti da Muddy Waters tra il 1954 e il 1955 e destinati a lasciare il segno non solo nella carriera di Waters ma nell’intera musica blues.
Con quei due brani, infatti, Waters diede vita al cosiddetto blues di Chicago che avrebbe dominato la scena per vari anni e avrebbe ispirato decine di nuovi adepti. Adepti che però – soprattutto in Gran Bretagna – sarebbero passati dal blues al rock, portandosi dietro i riff, le sonorità e lo stile di Waters. Tra questi vanno citati assolutamente gli Yardbirds di Eric Clapton, Jeff Beck e Jimmy Page e i Rolling Stones.
La prima canzone, Hoochie Coochie Man, fu scritta da Willie Dixon e presentava alcuni elementi nuovi per l’epoca. Da un lato c’era un testo che faceva ampio riferimento al voodoo e a rituali magici popolari, che una certa fortuna avrebbero avuto anche nell’epopea rock. Dall’altro, c’era un arrangiamento molto particolare, fatto di pause improvvise, in cui gli strumenti e la voce di Waters sembravano dialogare tra loro, in un botta e risposta.
Questa struttura divenne immediatamente uno standard non solo del blues, ma di tutta la musica popolare, importata poi in decine di altre canzoni. La stessa Hoochie Coochie Man è stata eseguita, negli anni, da artisti del calibro di Jimi Hendrix, Chuck Berry, lo stesso Eric Clapton e molti altri.
Muddy Waters – Mannish Boy
Il brano amato da Martin Scorsese
Il secondo pezzo di Muddy Waters che abbiamo scelto di segnalarvi è, come già detto, Mannish Boy, registrato nel 1955. La canzone derivò in un certo senso dalla precedente Hoochie Coochie Man. Bo Diddley, il bluesman famoso all’epoca per esibirsi con una chitarra rettangolare, aveva infatti inciso I’m a Man, pezzo di buon successo che era una risposta a Hoochie Coochie Man. Waters decise quindi di registrare Mannish Boy come contro-risposta a Diddley.
E proprio da I’m a Man prendeva una parte della musica, con l’aggiunta di un nuovo arrangiamento dello stesso Waters e di Mel London, oltre a diverse parole. La versione di Waters è però più dirompente di quella di Diddley, che pure fu un musicista di ottimo livello, ed è entrata nella storia del genere.
Anche qui abbiamo la struttura ripetitiva a stop-time tipica del blues di Chicago e anche in questo caso l’influenza sul nascente rock’n’roll fu incredibile. Tanto è vero che una quindicina d’anni più tardi, nel 1968, lo stesso Waters cercò di riarrangiare il pezzo per renderlo più appetibile alle orecchie dei fan del rock, ormai diventato il genere di riferimento.
Oltre che per le indubbie qualità musicali, Mannish Boy è oggi ricordata anche per essere inclusa in vari film e documentari. La si può sentire ad esempio in L’ultimo valzer, il film-concerto di addio del gruppo The Band diretto da Martin Scorsese nel 1978. Lo stesso Scorsese, infine, volle poi inserire il brano nella colonna sonora di Quei bravi ragazzi, uno dei suoi film più belli.
Segnala altre canzoni blues famose e memorabili nei commenti.
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Non ci resta che lasciarvi agli swatch e alle prime impressioni di una selezione di prodotti della collezione Goldust di Nabla!
Nabla Goldust – Palette & Ombretti
Gli otto ombretti della collezione Goldust sono caratterizzati da diversi finish e texture (Bright, Superbright, Satin, Celestial e Supermatte).
Da sinistra verso destra troviamo:
Radikal: un meraviglioso verde militare medo, cupo e profondo con una base grigiastra. Trovo che sia perfetto in abbinamento agli ombretti della collezione, sia per sfumare la piega dell’occhio sia per scurire l’angolo esterno. Si sfuma molto facilmente, senza lasciare macchie di colore.
Glasswork: uno dei due ombretti Celestial della collezione, un malva nocciola che fa da solo tutto il make up occhi quando si ha poco tempo a disposizione. L’effetto è molto brillante e luminoso!
Danae: l’altro ombretto Celestial, un oro caldo e rosso, con perlescenze ramate. Lo immagino come punto luce al centro della palpebra in uno smoky eyes marrone per un look delle feste.
Absinthe: il mio ombretto preferito dell’intera collezione! Riflessi verdi e rosa su una base semitrasparente terracotta: il colore cambia notevolmente a seconda della luce che lo colpisce.
Snowberry: è un ombretto dal finish satin, si tratta di un rosa antico con perlescenze dorate. Ha una texture sottile e luminosa.
La gamma dei Blossom Blush di Nabla, si amplia con due nuove nuance con la collezione per il Natale 2016. Tra le due nuance disponibili ho scelto il particolare Satellite of Love, un bordeux chiaro con un sottotono freddo. Nonostante il colore nella cialda possa spaventare, la texture sottile e leggera rende il prodotto facilmente sfumabile e modulabile se applicato a piccole dosi con un pennello dalle setole ampie.
Nabla Goldust – Diva Crime
Con la nuova collezione Goldust, Nabla Cosmetics ha lanciato cinque nuovi rossetti Diva Crime. Tra le colorazioni disponibili, ho scelto:
Arabesque un bel color berry medio, non troppo freddo, che davvero mancava nella mia collezione; il finish è opaco ma la texture è molto confertevole.
Moulin Rouge è a mio avviso la colorazione più particolare tra i rossetti e quella che più rispecchia gli ultimi trend che vedono le labbra avvolte da un finish leggermente metallizzato; si tratta infatti di un rosso porpora con una punta di mattone e leggerissime perlescenze metalliche.
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